Il matrimonio nella tradizione marchigiana.

Abbiamo parlato nel blog di molti aspetti del matrimonio nelle Marche e non poteva assolutamente mancare il racconto di come si svolgevano i matrimoni in passato, nella tradizione contadina.

Devo dire che la tradizione stimola enormemente la mia curiosità ed ha sempre il suo grande fascino, ma la cosa più intrigante è  prenderne spunto per alcune fasi del matrimonio moderno legandosi ancora di più al territorio che ci regala tanto anche in questo giorno speciale.

Nella nostra tradizione uno dei momenti fondamentali per l’organizzazione del matrimonio era quello di stabilire la data del lieto evento che, a differenza dei nostri giorni dove gli sposi decidono in autonomia la data da comunicare alla famiglia, ci si doveva incontrare di sabato a casa della futura sposa dove i genitori decidevano “p’accomodasse pe l’compromesso” e quindi la data e, altra cosa importante, la dote .

Il matrimonio sarebbe stato di giovedì se il futuro sposo lavorava l’aratro in appezzamenti, oppure  di sabato se invece era mezzadro di un modesto podere.

Photo: Francesco Cesaroni

Una settimana prima avveniva l’annuncio: un corteo di sole donne che portavano la robba della sposa (il corredo) in canestri, magistralmente tenuti sulla testa, nella casa nuziale su di un biroccio (antico carretto) trainato da due buoi decorati con fiocchi nuziali. Alle donne toccava il compito di “arfà ‘l lietto” per la prima notte con le lenzuola e i cuscini del corredo nuziale.

Il giorno stesso delle nozze tutto il paese partecipava al grande evento. All’uscita, tutti si accalcavano per vedere i novelli sposini per poi formare un lungo corteo con in testa gli sposi seguiti da testimoni e parenti stretti, fino ad arrivare alla casa della sposa dove la madre di lei offriva ciambelline di zucchero e vino.

Successivamente il corteo ripartiva con destinazione la casa degli sposi, dove la suocera sull’uscio della porte con un mazzo di chiavi alla cinta (simbolo del ruolo di casa) doveva rivolgere la frase rituale alla sposa inginocchiata: “Porti pace o porti la guera nella nella mia casa?”. La sposa dal canto suo doveva rispondere “Porto la pace” e di replica la suocera “La pace ce porti la pace c’artovi!” Dal quel momento iniziavano i festeggiamenti e la giovane veniva accompagnata a visitare la futura casa per pijà possesso.

Il pranzo nuziale si svolgeva solitamente all’aperto e il menù era composto da brodo, cappone, arrosto, crema, ciambelle e vin santo tipico della tradizione contadina delle Marche. Il tutto era allietato dai versi degli stornellatori, dai canti e balli e al momento di congedarsi, agli invitati veniva donata una ciambella nuziale come ricordo in cambio di un’offerta in denaro.

Una curiosità! Il giorno delle nozze gli amici preparavano l’impajicciata agli ex degli sposi, se non erano al primo amore, che consisteva nel tracciare un percorso con la paglia che andava dall’abitazione dei futuri sposi fino alle case dei passati amori dove sui pianerottoli venivano lasciate foglie di fico e residui di aglio.

Oramai questi rituali tramandati da secoli non sono più rispettati, ma potremmo inserirne alcuni nel matrimonio moderno come ad esempio nel menù. Far gustare ai vostri ospiti delle pietanze della tradizione sapientemente rivisitate da ottimi chef, oppure riproporre in un cameo musicale un gruppo di stornellatori per il divertimento di tutti.

Altra idea potrebbe essere far trovare le ciambelle al vino, che nella tradizione venivano offerte quando il corteo arrivava alla casa della sposa, nel tavolo dei dolci. Potrebbero essere presentate con un allestimento tipico che richiami un’atmosfera tradizionale con canestri, terracotte e tessuti antichi in lino o in canapa e tanto verde e fiori che richiamino la natura del territorio.

Photo: Francesco Cesaroni

 Un angolo prezioso alla vista e al palato, che i vostri ospiti apprezzeranno ancor di più se in abbinamento ai dolci verrà servito un liquore tipico che potranno degustare in un’ambientazione curata, in cui tuffarsi nell’unicità e nella bellezza della tradizione marchigiana.

Per non parlare dell’abito della sposa che potrebbe avere applicati degli inserti preziosi dell’abito nuziale della nonna o bisnonna oppure indossarne gli accessori, come gli orecchini, unendo così anche un profondo valore affettivo alle emozioni del giorno delle nozze.

Oggi giorno un matrimonio della tradizione può essere tranquillamente considerato un matrimonio non convenzionale. Essendo il mondo del matrimonio enormemente cambiato in questi decenni.

Photo: Francesco Cesaroni

Sarebbe meraviglioso organizzare il proprio matrimonio tradizionale-non convenzionale in un ampio spazio verde o in un piccolo e raccolto borgo o in una cascina, arricchita negli allestimenti  del ricevimento, di tutti quegli elementi tipici della tradizione, avvalendovi di un tocco vintage, ma anche rivisitati sapientemente senza trascurare la meravigliosa atmosfera conviviale  e di calore tipica della nostra Regione.

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